Processo Ruby, è morta la teste Imane Fadil. Il suo avvocato: "Mai depressa, non era tipo da suicidio"

"Non era il tipo che avrebbe potuto suicidarsi, Imane Fadil non era mai depressa. A chi avrebbe potuto dare problemi con le sue testimonianze? Pur avendo un'idea precisa, non posso parlarne perché sarebbe l'oggetto di un ipotetico movente. Il libro che stava scrivendo? Un libro filosofico, non su Ruby". Così Paolo Sevesi, avvocato di Imane Fadil, una delle giovani donne diventata testimone chiave nel processo Ruby Ter sulle cosiddette cene eleganti tenute ad Arcore nella residenza di Silvio Berlusconi, risponde alle domande sulla morte della sua assistita, deceduta il 1 marzo 2019 a Milano.
 
Intervista di Antonio Iovane / Radio Capital

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