Nomine Ue, Berlusconi. "Italia isolata, non si può dire che un commissario europeo è ubriaco e trattare"

Silvio Berlusconi rientrato all'Europarlamento con i popolari commenta la partita delle nomine Ue terminata con l'accordo per la ministra tedesca alla Difesa Ursula Von der Leyen alla presidenza della commissione europea e la francese Christine Lagarde a capo della Bce al posto di Mario Draghi. "Evidentemente l'Italia si è isolata dall'Europa con questo anno di governo - osserva Berlusconi -. Non si può pensare di annunciare la venuta in Europa battendo i pugni sul tavolo e dicendo che un certo componente importante della commissione dopo mezzogiorno è ubriaco e poi venire qui e cercare degli accomodamenti avendo torto su impegni che si erano precedentemente assunti". Stoccate sull'alleato alle politiche Matteo Salvini oggi al governo con i Cinque Stelle che più volte ha attaccato Jean Claude Juncker su questo tema.
 
Eletto al Parlamento europeo vent'anni dopo la prima esperienza del 1999, quando fu eurodeputato per un paio d'anni, l'ex premier torna nell'emiciclo a un anno dalla discussione alla Corte europea dei diritti dell'uomo del suo ricorso contro la legge Severino, che sanciva la sua incandidabilità per la condanna del 2013 in un processo sui diritti tv. Ma il caso è stato archiviato senza bisogno che ci fosse una sentenza e Berlusconi si è potuto candidare alle Europee. Da lunedì primo luglio è a Strasburgo e con i suoi 82 anni compiuti è il più anziano dei 748 eurodeputati eletti.

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