Spiaggia libera: così il rap si batte per il mare "bene comune" a Ostia

Il rap come strumento di riappropriazione di un bene comune. Versi e beat contro la cementificazione selvaggia che ha depredato i cittadini persino della possibilità di godere,  liberamente, del proprio mare. Ecco il messaggio di Luca Mascini, in arte Militant A, frontman degli Assalti Frontali. "Il nostro è un omaggio alle spiagge dove siamo cresciuti assaporando quella sensazione di libertà fondamentale per la crescita." Proprio "Spiaggia libera" è il titolo dell'ultimo singolo della storica formazione hip hop romana, e non si tratta solo di un nostalgico inno al bel tempo che fu del mare di Roma, il litorale di Ostia, prima che fosse invaso dallo sbarramento pressoché ininterrotto di stabilimenti e locali sorti in condizioni di discutibile regolarità. "Oggi" - prosegue Militant A - "è tutto recintato, pieno di stabilimenti, e le poche spiagge libere sembrano la striscia di Gaza" Attraverso la loro musica gli Assalti Frontali si scagliano in concreto contro il famigerato Lungomuro, simbolo di avidità e di quell'accesso al mare da riconquistare da parte della collettività. "La nostra musica deve raccontare le storie, raccontare il nostro territorio. Un territorio che ha valore e a cui dobbiamo volere bene. Dobbiamo ridurre tutto questo cemento che soffoca l'aria intorno al mare." Una denuncia che sarà urlata proprio a Ostia, al Curvone, il prossimo 27 luglio: un concerto a ingresso libero in riva al mare. Per la (e sulla) "spiaggia libera".

 

Servizio a cura di Maria Cristina Massaro/Agf

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